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I vostri articoli non si vedono sui motori? Ecco come farli apparire su Google
Informare è un lavoro da artigiani. Solo con pratica e fatica si riescono a raggiungere risultati soddisfacenti, ben accetti sia dall'utenza che, in primo luogo, dai motori di ricerca.
Infatti gli utenti non potranno mai leggere il nostro contenuto se non si scrivono pezzi "graditi" a Google, Bing e Yahoo, se non si è presenti nella prima pagina dei risultati dei motori di ricerca (in inglese SERP, Search Engine Result Page).
Come scrivere un post o un articolo "altamente digeribile" quindi?
In primo luogo non vanno trascurati i tre elementi fondamentali nella redazione di un pezzo: introduzione, corpo e conclusione.
Sembra sprecato dirlo, ma la correttezza di forma e di fonti è virtù sorprendentemente rara. La buona e cara regola delle 5 W (Wo, What, When, Where, Why = Chi, Che cosa, Quando, Dove e Perché) dovrebbe essere marchiata a pelle.
I link, parlando delle fonti, sono un aspetto fondamentale per la stesura di un articolo online. Si creano richiami a siti esterni (meglio se autorevoli) oltre a rispettare una regola della "netiquette" troppo spesso calpestata.
Per questioni di stile, un collegamento non dovrebbe mai essere del tipo: "clicca qui per leggere la notizia sul Gazzettino".
Molto meglio: "la notizia di oggi è...".
Semplicemente creando un collegamento sulla parola "notizia" del secondo esempio.
Consigliato anche l'uso di link interni che, oltre a rendere la navigazione più ipertestuale, aumenta il numero di pagine viste sul sito dove è caricato il pezzo.
Va poi sottolineata l'importanza delle keyword, le parole chiave del testo, da evidenziare utilizzando i grassetti.
In questo modo è come se si offrisse ai motori di ricerca un riassunto del testo, quello che bisognerebbe riuscire a comporre con i grassetti, facendo così subito interpretare ai bot ciò di cui stiamo parlando, permettendoci un miglior piazzamento. I bot servono proprio a scansionare il Web e a visionare i miliardi di pagine presenti in rete.
Vanno quindi sempre evidenziati, una sola volta all'interno dello stesso testo, le parole e i concetti rilevanti dell'articolo. Mai parole generiche.
Ad esempio, se scriviamo un pezzo su una nota catena di fast-food, evidenzieremo il nome del gruppo, i nomi dei suoi panini più famosi e di certo non andremmo a evidenziare concetti banali come "bustine di ketchup".
Un buon aiuto è quello di pensare a ciò che cercheremmo sui motori di ricerca su di un determinato argomento. Ancora un esempio, se parliamo di campionato di serie A, la ricerca più logica è sui nomi delle squadre o dei giocatori non di certo sul generico termine "pallone".
Le attività finalizzate all'ottimizzazione dei testi per il Web vengono chiamate con il nome di SEO (Search Engine Optimization) e i consigli dati finora non sono che i primissimi passi di quella che si sta affermando come una vera e propria professionalità a sé stante.
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